Da Lugo, verso il Po: percorsi naturalistici e oasi protette

Tutta la zona di Lugo e della Romagna, sia in direzione delle caratteristiche Valli di Comacchio che dei colli e degli Appennini, ben si presta al cicloturismo e ai percorsi per motociclisti esigenti, in cerca di itinerari al di fuori delle tradizionali mete turistiche. Quanto agli amanti della bicicletta, non a caso Sergio Zavoli scrisse sulla Romagna: “la mia piccola Cina che pedala senza sosta. Le voglio bene perché non ha rinnegato la bicicletta”. Queste strade, tranquille e quasi di campagna, ben si prestano infatti a lunghe pedalate.

Diverso è invece il discorso quando ci si immette sulle trafficate via Romea o via Emilia. La prima è la strada costiera ferrarese, risalente al 132 a.C., che prese però l’attuale nome quando iniziò ad essere percorsa dai pellegrini in viaggio da Venezia a Roma, i Romei appunto. Dalla Romea di dipanano numerose strade, alcune anche comode, che permettono di addentrarsi nel Delta, venendo così a contatto con le sue bellezze naturali, come per esempio la riserva naturale del Bosco della Mèsola, 1058 ettari di selva.

Gli itinerari tra Lugo e il Delta del Po vedono come elemento indubbiamente dominante l’acqua ora dolce e ora salata e, soprattutto lungo il litorale, si alternano laguna e valle, pineta e dune costiere, il bosco e la foce del Po: uno spettacolo ammaliante e affascinante. L’acqua e i fiumi ormai sono parte anche delle tradizioni e dei racconti della gente del posto: le piene devastatrici e gli argini che cedono sono ancora ben presenti alla mente di generazioni nemmeno troppo lontane, che ormai temono, ma anche amano, questi posti. A cavallo tra il delta del Po e la via Emilia ci sono innumerevoli dedali di canali, la cui origine risale ai metodi di bonifica medievali. Ancora oggi queste terre devono la loro esistenza, e il loro fragile equilibrio, alle idrovore: gli impianti ancora esistenti e funzionanti mantengono prosciugati circa 50mila ettari di terreno.

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